Atlante delle sezioni del Pci di Bologna

Fondazione Gramsci Emilia-Romagna

Il Partito comunista italiano (Pci), dal secondo dopoguerra fino al termine della sua storia, era strutturato attraverso organismi diffusi a livello capillare sul territorio e nei vari ambiti della vita dei cittadini. La Direzione nazionale rappresentava il centro decisionale principale, ma la presenza locale veniva assicurata attraverso organismi intermedi, diffusi su tutto il territorio nazionale. In ogni provincia era attiva una Federazione provinciale, che organizzava la presenza del partito nei comuni e nei quartieri e da cui dipendevano, in forma gerarchica, i Comitati di zona, i comitati di sezione e di cellula, questi ultimi due fortemente radicati rispettivamente sul territorio e negli ambienti di lavoro. 

Le sezioni rappresentavano dunque l’articolazione territoriale minima nell’organizzazione del Pci: fungevano da presidio, da luogo di discussione, di formazione politica, di incontro, ma anche di socialità e di uso del tempo di libero. I congressi delle sezioni designavano, in misura proporzionale al numero degli iscritti, i delegati che formavano il Congresso provinciale di Federazione, l’organo che a propria volta aveva il compito di eleggere il Comitato federale e la Commissione federale di controllo. La capillarità della presenza territoriale del partito, dunque, permetteva un doppio moto che dal centro influenzava la periferia e che dalla periferia influenzava il centro: le sezioni, in questo processo, rappresentavano un luogo chiave nello sviluppo delle politiche comuniste, da un lato, e della formazione politica degli individui dall’altra. Inoltre per l’amministrazione locale, che a Bologna dal 1945 fino al 1999 fu di sinistra, le sezioni erano importanti sensori dei problemi e delle opinioni della comunità cittadina nelle diverse parti della città.

La mappa qui proposta, in una versione che non vuole essere definitiva ma aperta all’aggiornamento con nuovi dati, permette di individuare le sedi delle sezioni del Pci sul territorio del Comune di Bologna; i dati inseriti sono tratti dal dattiloscritto Analisi della forza del Pci e della Fgci, a cura della Federazione di Bologna del Pci (1974), e dalla consultazione della serie archivistica “Organismi territoriali”, sottoserie “Zona città” dell’Archivio del Pci, Federazione provinciale di Bologna. Tutti i materiali sono conservati nella Biblioteca e nell’Archivio della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna, e sono liberamente consultabili.

L’atlante è stato realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna, nel contesto della legge sulla Memoria del Novecento (3/2016).